Per molti decenni, gli scienziati hanno pensato alla cognizione e alle emozioni come a due sistemi ampiamente separati nel cervello. Anche quando i ricercatori hanno iniziato a trovare prove dell’interdipendenza dei due parti, questa interazione è stata spesso vista alla luce delle emozioni che interferiscono con i nostri processi cognitivi di livello superiore.
Tuttavia, le recenti scoperte in neuroscienze hanno messo in dubbio questo modo di pensare tradizionale. Le radici della comprensione di questa profonda interconnessione tra cognizione ed emozione, sono state scoperte studiando pazienti con danno cerebrale. Le lesioni cerebrali che questi pazienti avevano subito in un particolare settore del lobo frontale non avevano influenzato la loro base di conoscenze o la capacità di ragionamento logico. Ad esempio, potevano ancora comprendere cosa ha reso tale un buon investimento aziendale, oppure potevano ancora descrivere le regole e le convenzioni sociali che dovrebbero guidare le proprie azioni. Eppure, questi uomini e donne iniziavano a prendere decisioni svantaggiose in molti aspetti diversi della loro vita. Perché?
Si è scoperto che ciò che non potevano più fare era usare le conoscenze emotive passate per guidare il processo di ragionamento. Anche se sapevano logicamente che un accordo commerciale specifico era rischioso o che una certa decisione poteva mettere in pericolo il loro rapporto con qualcuno vicino a loro, non potevano accedere alle conoscenze emotive del passato e usarle per guidare il processo di ragionamento.
In altre parole, le emozioni svolgono un ruolo fondamentale anche nel pensiero razionale. Senza la guida dell’apprendimento emotivo e del feedback sociale, il pensiero razionale e il processo decisionale sono di scarsa utilità. Senza emozioni, i processi cognitivi di livello superiore non possono funzionare correttamente.
Questi risultati sul ruolo fondamentale delle emozioni nei nostri processi cognitivi di livello superiore dovrebbero indurci a ripensare il modo in cui valutiamo – o svalutiamo – le emozioni nell’apprendimento e nel processo decisionale. Trattare l’acquisizione della conoscenza razionale come obiettivo finale dell’apprendimento, considerando le emozioni come ostacoli da superare nel processo, è eccessivamente semplicistico e ci deruba del vero dono dell’apprendimento: guidare un cambiamento positivo nella nostra vita.
Solo quando riconosciamo il ruolo essenziale dell’emozione nel pensiero razionale saremo davvero in grado di apprendere – o insegnare – in modo significativo. Se lo scopo dell’apprendimento è guidare un cambiamento positivo nella nostra vita, le emozioni devono svolgere un ruolo centrale.
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