In un’era di digitalizzazione, robotica e pandemie, il mondo del lavoro e il settore dei servizi stanno cambiando rapidamente. I lavori e le attività vengono sempre più automatizzati e dipendenti e luoghi di lavoro sono sempre più remoti, dispersi, virtuali e globali. Sebbene questa tecnologia e questa trasformazione portino con sé molte opportunità e vantaggi, tra cui maggiore flessibilità, produttività e prestazioni, è tuttavia fondamentale non perdere di vista il tocco umano. Dopotutto, abbiamo ancora, per la maggior parte, a che fare con esseri umani e il 100% del nostro processo decisionale viene preso emotivamente, seguito da ore, settimane o mesi per sostenere queste decisioni con giustificazioni logiche.

Dobbiamo ricordarci che le emozioni guidano le persone e le persone guidano le performance.

Oggi, le cosiddette competenze trasversali e l’Intelligenza Emotiva sono sempre più richieste da dipendenti e leader. Considerate essenziali per il futuro del lavoro, queste competenze emotive e sociali stanno diventando un elemento di differenziazione competitivo per le imprese. Nel 2017, un rapporto Deloitte prevedeva che “le occupazioni ad alta intensità di competenze trasversali rappresenteranno i due terzi di tutti i posti di lavoro entro il 2030” e l’assunzione di dipendenti con forti competenze trasversali “potrebbe aumentare le entrate di oltre $ 90.000”. A sua volta, l’Empathy Index 2016 della Harvard Business Review ha dimostrato che l’empatia “è più importante per un’azienda di successo di quanto non lo sia mai stata”, correlata a crescita, produttività, soddisfazione del cliente e guadagni più elevati.

Per definizione, l’intelligenza emotiva, detta anche quoziente emotivo (EQ), è la capacità di riconoscere, comprendere e gestire sia le proprie emozioni che quelle degli altri. Gli individui con un alto EQ tendono quindi ad essere più in sintonia con i propri sentimenti e quelli degli altri, rendendoli più empatici, consapevoli, agili, diplomatici e genuini. Tutti attributi desiderabili in questo panorama mutevole in cui l’”idoneità emotiva” sarà tanto più importante come capacità organizzativa di adattarsi, riprendersi e prosperare in un mondo post-Covid con il suo lavoro a distanza, schemi di lavoro flessibili, un crescente appetito per lo scopo e il significato. Gli individui che possiedono un’elevata intelligenza emotiva sono intrinsecamente attrezzati per gestire efficacemente le relazioni interpersonali e creare ambienti di lavoro produttivi.

Ecco sei modi in cui una forza lavoro con un elevato EQ aggiunge valore e aumenta la produttività di un’organizzazione.

L’empatia migliora la comunicazione

Gli individui altamente emotivamente intelligenti sono in grado di adattare il proprio stile di comunicazione alla persona o al gruppo con cui interagiscono. La loro maggiore consapevolezza di sé consente anche un ascolto migliore e l’ascolto con l’intento di comprendere, piuttosto che semplicemente rispondere. Questa comunicazione empatica consente conversazioni aperte, oneste e costruttive. Le differenze vengono valorizzate, addirittura celebrate, creando fiducia all’interno del team e dell’organizzazione, evitando fraintendimenti e promuovendo una cultura del lavoro positiva.

L’adattabilità promuove la risoluzione dei problemi e l’innovazione

Riconoscendo che il cambiamento è inevitabile, i dipendenti con un elevato EQ sono altamente adattabili alle persone e alle circostanze che li circondano, rendendoli flessibili e aperti al cambiamento, a nuove idee e all’esplorazione di soluzioni innovative. Atte a sfruttare l’energia delle emozioni per gestire e risolvere i problemi, tendono anche ad accettare bene i feedback e le critiche costruttive, incanalandoli in una direzione positiva per migliorare continuamente se stessi, il proprio lavoro e i propri team.

La motivazione intrinseca muove le persone con alta Intelligenza Emotiva

Gli individui emotivamente intelligenti hanno la tendenza ad essere più autoguidati e autodisciplinati, il che significa che sono proattivi nel prendere iniziative e nel fare il lavoro, o nel garantire che il lavoro venga svolto. Spesso considerati leader naturali, sono anche molto bravi a coinvolgere e motivare i colleghi, ispirandoli a fare del loro meglio e migliorando le prestazioni del team.

La capacità di gestire le emozioni mitiga i conflitti

Abili nel gestire sia le proprie emozioni che quelle degli altri anche sotto pressione, i dipendenti con un alto quoziente emotivo sono maggiormente in grado di gestire e risolvere i conflitti, sia che coinvolgano se stessi che tra gli altri. Sono meno suscettibili di rispondere a situazioni frustranti con reazioni controproducenti, ma piuttosto di rimanere calmi e concentrati sull’avere discussioni produttive e trovare soluzioni.

La consapevolezza rafforza la collaborazione e il lavoro di squadra

Attraverso la capacità di vedere le situazioni da altri punti di vista, di percepire sentimenti inespressi e una genuina cura per le persone, i dipendenti emotivamente intelligenti hanno un talento per formare legami e relazioni e promuovere un senso di appartenenza. Riconoscendo e valorizzando i bisogni e le preoccupazioni delle altre persone, promuovono il rispetto reciproco, la compassione e la collaborazione e creano un ambiente di lavoro di supporto, fiorente e positivo che aiuta a trattenere i dipendenti e ad attrarre nuovi talenti.

6 ottime ragioni per iniziare o continuare ad allenare l’Intelligenza Emotiva insieme, non credete?

Ilaria Iseppato, Communication Manager Six Seconds Italia e Program Manager EQ Biz

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