Lo stress è un segnale emotivo di pericolo, ed è uno dei motivi per cui l’intelligenza emotiva è più importante che mai per farvi fronte.

Stiamo affrontando una sempre crescente necessità di collaborazione sul lavoro e nella vita, ma stiamo allo stesso tempo creando le condizioni per l’opposto, ovvero per generare contesti stressanti, caratterizzati da disequilibrio e caos crescenti.

Quando “ci sentiamo stressati” il nostro cervello e il nostro corpo innescano una serie di adattamenti per affrontare una minaccia, reale o percepita che sia (un serpente che si avvicina o il nostro responsabile che ci ostacola in qualcosa). Programmati per rispondere a queste “minacce alla sopravvivenza”, i nostri corpi rispondono allo stress interrompendo i sistemi legati alla prosperità a lungo termine (per es. il sistema immunitario, quello riproduttivo, la risposta empatica, persino il pensiero analitico) e concentrano tutte le risorse nei muscoli.

 Questo significa che quando siamo stressati siamo biologicamente programmati per essere meno creativi, meno compassionevoli e meno visionari. Quando siamo stressati, il cervello ricerca la sicurezza, laddove sa di poterla trovare. Facciamo ciò che abbiamo fatto in precedenza. Quando seguiamo ciò che conosciamo, la scelta più prevedibile, riceviamo una scarica di piacere data da una sostanza che crea dipendenza e ci spinge permanere nella nostra area di comfort.

Si crea quindi un circolo vizioso. Abbiamo problemi a lungo termine che richiedono innovazione e collaborazione, a partire dalle questioni professionali che affrontiamo ogni giorno sino ad arrivare ai problemi del pianeta. Ma nell’incertezza ci sentiamo vulnerabili, si innesca lo stress e diventiamo meno creativi e meno collaborativi concentrandoci sul breve periodo e su ciò che è urgente. Questa reazione può isolarci ancora di più, spingendoci a sentirci ancora più stressati.

Lo stesso riguarda tutti noi. Più ci concentriamo, più sopprimiamo i segnali di discomfort, e più ignoriamo le nostre emozioni in modo da portare a termine il lavoro. Ma le emozioni sono parte del nostro sistema regolatore – quando funzionano nel modo giusto ci assistono nel valutare l’impatto che le nostre decisioni avranno su di noi e sugli altri. Quando vengono escluse, prendiamo decisioni pericolose, non ponderate, non sostenibili o efficaci. Siamo guidati da una specie di pilota automatico.

Da un lato quindi, siamo programmati per reagire in un modo che probabilmente non ci aiuterà. Dall’altro, come tanti neuroscienziati ci hanno mostrato, siamo anche capaci di imparare risposte alternative: questo è il motivo per cui l’intelligenza emotiva è così importante oggi: una complessità sempre maggiore mette al primo posto le capacità emotive e sociali che, se allenate, portano ad essere sempre più consapevoli, intenzionali e strategici in tutte le nostre decisioni e in tutti i nostri comportamenti.

Benessere Organizzativo

Valorizzare il capitale emozionale dell’azienda e degli stakeholder interni ed esterni al fine di ottimizzare l’impatto sociale dell’impresa

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