Quanto è importante per un’azienda mappare i talenti dei giovani che si affacciano al mercato del lavoro? Quale valore potrebbe avere per un manager senior che svolge anche il ruolo di mentor per le nuove leve sapere su quali competenze può contare e quali dovrebbero essere stimolate per ingaggiare e far crescere i nuovi talenti?

Tra il 2017 e il 2018 grazie ad una partnership tra Six Seconds e Professional Women’s Network si è svolta un’indagine su circa un centinaio di studentesse degli atenei milanesi al termine del loro percorso di studi per sfruttare la potenza del SEI Assessment ed estrarre i Brain Talent Profile delle partecipanti.

Successivamente i profili, aggregati in due dashboard, si sono rivelati un osservatorio privilegiato di giovanissimi talenti femminili (età media 21-24 anni) all’ingresso nel mondo del lavoro.

Concretezza e rapidità di azione per vincere nel presente

Su 18 possibili Brain Talent i punti di forza sono identici: Proactivity, Problem Solving e Commitment. Queste tre capacità aiutano a passare velocemente all’azione e ad avere benzina per raggiungere i propri risultati.

Energia allo stato puro, concretezza, capacità di agire e rapidità sono caratteristiche che sintetizzano l’approccio pragmatico e veloce che le aziende cercano in un momento in cui la tempestività fa la differenza.

Le ragazze mostrano chiaramente di avere un forte driver interno e di essere inclini a fronteggiare le sfide prima che si palesino, non aspettando che lo facciano altri. Emerge in loro una disponibilità a farsi carico, ad assumersi responsabilità e a lavorare in autonomia.

È una forma mentis che garantisce grande efficienza e produttività nel presente.

La mancanza di una visione a lungo termine

Qual è il rischio? Ce lo dice il diciottesimo Brain Talent, l’ultimo in classifica: sembra mancare il Design, la competenza che permette di vedere il futuro e crearlo, rendere chiaro il percorso da seguire considerando la situazione attuale e l’orientamento strategico.

È come se lo sguardo fosse rivolto esclusivamente al qui ed ora, in un approccio situazionale pronto a cogliere le opportunità del momento senza provare a disegnare in anticipo il percorso, perché tanto il contesto cambierà rapidamente e repentinamente.

La costante per questa generazione è e sarà il cambiamento continuo.

Cosa significa questo per le organizzazioni che mirano a coinvolgere, motivare e trattenere giovani talenti? Quali nuove risorse emergerebbero nel caso in cui le giovani generazioni fossero spinte a pianificare e disegnare il proprio futuro? Cosa possono fare le aziende e le figure senior delle organizzazioni? Quali benefici ne trarrebbero?

Serve un approccio intenzionale che dia continuamente e nuovamente senso, bisogna far percepire il valore dell’esperienza in azienda, soprattutto, in termini di apprendimento e aggiornamento continuo per far fronte alle costanti e diverse sfide del mercato del lavoro.

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