Intervista a Massimiliano Caviglia, Active Member EQ Biz
Chi è Massimiliano Caviglia?
Rispondere a questo tipo di domanda è sempre molto sfidante… basti pensare che dal momento in cui sto scrivendo la risposta a quando un lettore si imbatterà in questa intervista, non sarò quello più quello che ho descritto in quel preciso momento! Pensando a me come un bambino di 10 anni, o nell’età adolescenziale, o durante gli anni dell’università , nella vita privata o nel lavoro, vedo tanti “Massimiliano” che hanno fatto un percorso, esperienze, successi e anche tanti errori.
Un fattore comune a tutti questi “personaggi” è sicuramente il continuo bisogno e ricerca di crescere ed evolvere. Sono sempre stato attirato da percorsi filosofici, di crescita personale e credo fortemente nel senso di utilità. Crescita e Utilità sono due mantra che mi accompagnano sempre nel senso delle cose che faccio, come Massimiliano (me stesso), come marito, come papà di 2 figli bellissimi, come imprenditore, consulente, trainer, coach e ancora nel ruolo di figlio. Ed è stato proprio da un forte desiderio di uscire da un contesto dove sentivo di non crescere più che è nato il progetto CoachUrself nel 2011 insieme a Sveva Perciabosco e Manuel Caviglia. Un forte bisogno di “portare a terra” i tanti insegnamenti ricevuti nei nostri percorsi personali di crescita e poterli declinare nel mondo del lavoro, troppo spesso focalizzato solo su tecnologie e processi e poco sulle persone. Nel 2019 è nata la startup innovativa Evolve Consulting dove sono confluite due mie passioni (tecnologia e persone) e che ha un obiettivo più specifico di occuparsi di people analytics and empowerment unendo le competenze di training e coaching di CoachUrself e la mia ventennale esperienza nel mondo dell’ICT (applicativo e di infrastruttura) che ci consente di lavorare in modo più profondo nel mondo aziendale.
Quale viaggio l’ha portato ad allenare e a far allenare l’Intelligenza Emotiva?
Al di là dei percorsi di crescita personale, ai quali ho partecipato negli anni fino ad incontrare e conoscere nel suo costrutto teorico il tema dell’intelligenza emotiva, forse la domanda più esatta è cosa mi ha portato a Six Seconds. Sicuramente la ricerca di rendere pratico, misurabile e tangibile un qualcosa che molto spesso rimane teorico e astratto per molte persone. Il mondo dell’intelligenza emotiva è entrato prepotentemente a far parte della mia vita personale e professionale grazie ai potenti strumenti di misurazione che Six Seconds ha sviluppato e che ci presentò circa 10 anni fa. Ricordo con piacevolezza in particolare il primo appuntamento telefonico con Lorenzo Fariselli che ci presentò le linee dei tools. È li che abbiamo detto “bingo”… è quello che cerchiamo! Da quel momento ci siamo subito divisi nel lontano 2012 le competenze di certificazione. Mi ricordo la mia prima certificazione sul Vital Signs, mentre Manuel Caviglia scelse l’EQ Assessor e Sveva Perciabosco con Ilaria Boffa si indirizzò nel mondo Education. Da li l’Intelligenza Emotiva è diventata il nostro elemento chiave e la base ti tutti i percorsi di empowerment che abbiamo sviluppato negli anni.
Di cosa si occupa in EQ Biz?
Ho sposato subito il progetto di EQ Biz, fortemente allineato all’idea e al nostro desiderio di portare l’intelligenza emotiva nella cultura e nei processi aziendali. Un obiettivo stimolante per noi consulenti, anzi “change maker”, che abbiamo il compito di aiutare a generare un cambio di paradigma nella cultura di fare HR oggi, ancora molto lontana dall’essere realmente focalizzata sulla centralità della persona, se non dal punto di vista amministrativo. L’intelligenza emotiva in azienda, anzi… portare l’efficacia emotiva in azienda passa attraverso questi quattro passaggi: misurare, analizzare, progettare ed agire.
In EQ Biz vogliamo portare il nostro approccio e l’importanza della people analytics per poi focalizzarci su un empowerment mirato sui reali bisogni delle persone, dei team ed delle organizzazioni. Questa è la centralità della persona. Le aziende sono sempre portate a misurare aspetti legati al business (giustamente) e alla gestione delle persone, ma ancora non hanno una mentalità proiettata a misurare le caratteristiche dinamiche legate alle competenze dell’intelligenza emotiva che poi muovono quei risultati. Questo è lo spazio che in EQ Biz vogliamo occupare e portare nelle aziende.
Cosa lega l’Intelligenza Emotiva e la sua area di expertise?
Sicuramente i modelli e strumenti Six Seconds, quelli di misurazione (SEI e VS) e l’approccio metodologico della Change Map (Motivare, Attivare, Riflettere) sono centrali in tutte le nostre proposizioni a valore nel mondo della consulenza e dell’empowerment.
La dinamicità e attendibilità degli strumenti ci consentono anche l’integrazione, e mai la sovrapposizione, in contesti dove si utilizzano altre metodologie. Mi vengono in mente gli ultimi progetti di consulenza su cui abbiamo lavorato e che abbiamo erogato toccando due tematiche molto attuali come lo Smart Working e i processi in essere di Digital Transformation in contesti aziendali, dove abbiamo utilizzato ed integrato con altri modelli gli strumenti dell’intelligenza emotiva, che sono diventati il motore centrale e dinamico dei progetti. Generare consapevolezza nelle aziende sul reale engagement delle persone soddisfa il nostro senso di voler essere utili e dei veri e propri change maker.
Come si porta questa sinergia in azienda?
Puntando sul benessere e la centralità delle persone, quella reale però, non quella dichiarata e spesso declamata da tanti player di mercato. Il mondo aziendale è sempre molto legato ad un concetto estremizzato di performance che porta stress e pressione. Le persone puntano ad essere sempre impegnate, affaccendate, a passare da una riunione all’altra senza mai fermarsi a pensare e focalizzarsi su se stessi. Io sono per l’etica della performance che mette equilibrio tra efficacia, relazioni, benessere e qualità di vita (i cosidetti “success factors” del modello di Six Seconds) ed è per questo che portare in azienda una tematica che favorisce il risultato aziendale combinato con questo equilibrio nella performance, aumenta l’engagement e favorisce un clima organizzativo formato da persone che remano verso la stessa direzione.
L’approccio per portare questa sinergia è avere il desiderio sincero di accompagnare le persone, i team, le aziende in questo momento di profonda trasformazione e continua evoluzione e chi fa resistenza è perduto.
Qualche episodio o esperienza di successo da raccontare?
Ogni tipologia di progetto per noi rappresenta un momento di crescita, di conoscenza di realtà, nuove persone, dinamiche relazionali ed emotive, ed il successo è sempre determinato dal feedback che ci torna indietro, il termometro emozionale che ci indica se quello che abbiamo fatto ha avuto un senso nella direzione di essere stati utili, che è l’emozione che ricerchiamo costantemente, da una singola sessione di coaching, ad un corso in ambito personal, ad un training o consulenza specifica nelle aziende.
Quando porti il tema dell’intelligenza emotiva, facendola vivere e sperimentare alle persone, qualcosa risuona sempre alla fine dentro di loro e ognuno con la propria chiave di lettura utile per sè. Ho sempre un piacevole ricordo di un Top Manager di una importante large enterprise italiana che mi accolse in riunione con dati di performance relativi alla “customer satisfaction” del loro servizio al pubblico, dopo alcuni interventi mirati di empowerment (grazie alla people analytics) con attività di training e coaching sull’intelligenza emotiva e che mi disse: “Ciao Massimiliano….aò (in romano)… sarà un caso… ma da quando siete intervenuti voi sono migliorati i dati della soddisfazione dei clienti sul nostro servizio… guarda del 20%, e soprattutto una riduzione drastica delle lamentele” … posso dire… magia dell’intelligenza emotiva!
Il tuo messaggio alle aziende e ai manager in ascolto?
Di coltivare modelli di leadership nuovi al servizio dello sviluppo del potenziale delle persone. Fare entrare la pratica e l’allenamento dell’intelligenza emotiva all’interno della cultura e dei processi aziendali crea veramente un’azienda “people” centrica. Oggi i progetti di training ed empowerment non possono prescindere da una misurazione a monte delle competenze legate all’intelligenza emotiva, in quanto misurabile ed allenabile.
Misurare, analizzare, progettare ed agire sui reali bisogni di persone e team porta ad una performance “ecosostenibile” e soprattutto mette equilibrio e armonizza persone, processi e tecnologia. E per fare tutto questo Il futuro delle organizzazioni passa attraverso manager emotivamente intelligenti.
People Management

Persone più motivate, ruoli coerenti con le reali potenzialità e KPI aziendali integrati con le caratteristiche personali e di team.