Intervista a Paolo Mazzaglia, Active Member EQ Biz

Chi è Paolo Mazzaglia? 

Paolo Mazzaglia è un ingegnere pentito che ha scoperto tardi, ma con risolutezza, che nella vita preferisce occuparsi di persone e in particolare di esplorare le possibilità legate alla splendida avventura del vivere. Formatore, coach, facilitatore è ossessionato dalla gestione ottimale del tempo, fondamentale risorsa che gli consente di arricchire la sua vita di molte altre esperienze come la scrittura, il teatro ed in particolare l’improvvisazione, le arti marziali e la cinofilia.

Quale viaggio l’ha portato ad allenare e a far allenare l’Intelligenza Emotiva? 

Apprendere costantemente è il suo demone e in questo percorso di costante ricerca è venuto a contatto con l’Intelligenza Emotiva, che all’inizio ha approcciato con il sospetto di chi è ossessionato dalla concretezza (forse un po’ di ingegnere gli è rimasto dentro).

Ma inoltrandosi in questo ambito ha realizzato e realizza ogni giorno sempre più quanto sia una competenza fondante innanzitutto per il benessere delle persone e di conseguenza per la performance delle organizzazioni.

Di cosa si occupa in EQ Biz?

In EQ biz si occupa di creatività, innovazione e problem solving che oggi sono competenze fondamentali per avere successo nel mondo del business, ma anche per esprimere appieno il valore che abbiamo dentro. E dare il nostro contributo al mondo.

Cosa lega l’Intelligenza Emotiva e la sua area di expertise?

L’Intelligenza Emotiva è il fertilizzante fondamentale che consente alle “tecniche” o alle “strategie” tradizionalmente proposte dal mondo della formazione di sbocciare e crescere rigogliose. Senza Intelligenza Emotiva lo sforzo di cambiare resta uno sforzo, faticoso e purtroppo alla fine inutile.

Come si porta questa sinergia in azienda?

Secondo me lavorando costantemente su due binari: quello delle competenze di Intelligenza Emotiva di fondo e quello delle competenze applicate al contesto lavorativo specifico. Quando si riesce a trasmettere un nuovo modo di comportarsi non solo come mera applicazione di una metodologia, ma attraverso una nuova consapevolezza, il processo di crescita e trasformazione è molto potente.

Qualche episodio o esperienza di successo da raccontare?

Ci è capitato più volte di facilitare sessioni creative legate alla definizione di nuove strategie aziendali, spesso in ambito commerciale ed una volta anche di prodotto nel settore food. Spesso farlo ha significato far sedere attorno al tavolo (o molti tavoli) colleghi provenienti da realtà diverse e guidarli alla scoperta prima del loro potenziale, per poi applicare i metodi che insegniamo alla ricerca di soluzioni concrete. Alla fine di queste giornate è sempre stato bello vedere la concretezza delle idee che sono state partorite partendo magari da giochi ed esperienze davvero creative, ma soprattutto è stato bello il commento di molti partecipanti che sentono di aver “aperto la mente” e aver scoperto competenze e talenti che magari credevano di non avere.

Il tuo messaggio alle aziende e ai manager in ascolto?

Guardate che Intelligenza Emotiva non significa “suvvia siamo un po’ empatici e gentili”. Questa spesso ho scoperto essere la percezione di chi non conosce la materia. In realtà, Intelligenza Emotiva significa performance, buone decisioni, gestione del cambiamento, flessibilità, intenzionalità ed equilibrio. Voi in che tipo di ambiente volete lavorare? In quello descritto nella versione tragicomica del  “milanese imbruttito” o in un ambiente in cui i risultati si ottengono senza consumare risorse e persone?

Crescita e Innovazione

La capacità di fare innovazione, risolvere i problemi ed applicare la creatività in tutto quello che facciamo è oggi fondamentale sia per la sopravvivenza delle organizzazioni sia per creare un mondo ed un futuro migliori.

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