“È letteralmente impossibile, a livello neurobiologico,
riflettere approfonditamente su una cosa di cui non ci importa.”

Mary-Helen Immordino-Yang – ricercatrice e neuroscienziata

Quante volte siamo usciti poco convinti o con l’idea di aver perso tempo, di non aver capito o imparato qualcosa di significativo al termine di una presentazione tecnica o commerciale? Quante volte, dovendo gestire un gruppo per presentare un nuovo prodotto o servizio, abbiamo avuto il dubbio che il nostro team non avesse realmente percepito quello che volevamo dire?
Possiamo fare qualcosa per migliorare la nostra efficacia nel presentare argomenti?
Esiste un profondo malinteso quando si pensa che il problema dell’efficacia delle presentazioni dipenda dalle competenze di public speaking, che pure sono rilevanti. Troppo spesso, infatti, ci si focalizza sulle modalità espressive dell’oratore e non sulla struttura dei contenuti da un lato, né sul ruolo delle persone che ascoltano, considerandoli quali soggetti passivi di uno sforzo di trasferimento del sapere che l’oratore deve fare.

Le neuroscienze ci aiutano a capire che dobbiamo tenere in considerazione nuove prospettive e che le emozioni possono aiutarci.
In una conversazione, pubblicata da Six Seconds, il più grande network mondiale per la diffusione dell’intelligenza emotiva, tra Joshua Freedman (CEO di Six Seconds) e Dr.ssa Mary-Helen Immordino-Yang (ricercatrice e neuroscienziata alla University of Southern California) troviamo alcune risposte alle domande su come impara realmente il nostro cervello, su quale sia il ruolo delle emozioni e quali siano le implicazioni per la formazione (e dunque anche per le attività di presentazione aziendale).
Le conclusioni ci portano a considerare 4 pilastri per una presentazione efficace:

  • Attivare il cervello per apprendere: a chi ascolta una presentazione o una lezione deve importare di quello che stanno ascoltando?

  • Stimolare la curiosità: quanto conta la curiosità per il cervello?

  • Creare uno stato ottimale per l’apprendimento: è possibile?

  • Mantenere la concentrazione sulla visione a lungo termine: Perché occorre una visione per il futuro?